MAIOLO TODAY

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08/02/2022

Crediti d'imposta investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali

Crediti d
Dapprima riassumiamo i crediti di imposta che possono essere goduti con investimenti effettuati dal 01.01.2022 al 31.12.2022 (escludendo dalla presente quelli "prenotati" nel 2021):
  • Beni materiali ordinari: 6%;
  • Beni immateriali ordinari: 6%;
  • Beni materiali 4.0: 40% fino a 2.5 mln di investimento;
  • Beni immateriali 4.0: 20% fino ad 1 mln di investimento;
La Legge di Bilancio 2022 interessa gli investimenti nel 2023, nello specifico ha prorogato i crediti per gli investimenti in beni materiali 4.0 effettuati dal 2023 al 2025:
  • nella misura del 20% del costo, per investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 
  • 10% del costo, per gli investimenti fino a 10 milioni di euro; 
  • 5% per la quota di investimenti fino a 20 milioni di euro.
Per gli investimenti in beni immateriali connessi a investimenti 4.0 l’agevolazione viene prorogata al 2025 con riduzione progressiva delle percentuali di credito d’imposta riconosciuto.
Nessun credito d’imposta viene invece riconosciuto, dal 2023, per gli investimenti in beni “ordinari non 4.0

Fruizione del Credito
Il credito d'imposta:
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24, senza necessità di preventiva presentazione della dichiarazione dei redditi;
  • spetta, in linea generale, per i beni materiali e immateriali (sia "ordinari" che "4.0") in 3 quote annuali di pari importo; in caso di mancato utilizzo in tutto o in parte della quota di 1/3, l'ammontare residuo potrà essere utilizzato nei periodi d'imposta successivi secondo le modalità proprie del credito;
  • nel caso di investimenti in beni "ordinari" è utilizzabile a decorrere dall'anno di entrata in funzione dei beni, mentre per gli investimenti nei beni "Industria 4.0" a decorrere dall'anno di avvenuta interconnessione.
 
Dicitura in fattura
Le fatture e gli altri documenti relativi all'acquisizione dei beni agevolati devono contenere "l'espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058" .
La mancata indicazione di tale dicitura, secondo quanto chiarito dall'Agenzia delle Entrate con riferimento al precedente credito ex L. 160/2019, determina la revoca dell'agevolazione; è tuttavia possibile regolarizzare il documento di spesa già emesso.
Qualora il documento sia stato emesso in formato cartaceo, il cessionario potrà riportare la dicitura su ciascuna fattura con "scrittura indelebile" o mediante "utilizzo di apposito timbro".